mercoledì 20 luglio 2011

Sex & the city è fantascienza: ne ho le prove!

Dopo aver passato le ultime due settimane a simulare parzialmente la vita delle 4 scatenate amiche newyorkesi sono giunta alla conclusione che non è possibile: lo stile di vita narrato nel telefilm è pura fantascienza! Non è pensabile uscire tutte le sere, andare a cena, cinema, teatro, discoteca, pub, raccattare frotte di maschi (questa poi è la più assurda), fare tardissimo e presentarsi il giorno dopo a lavoro fresche e riposate come se niente fosse. In quale universo parallelo è fisicamente possibile una cosa del genere??? Forse sono cyborg... Alla fine della quarta serata di bagordi con gli amici ho rischiato seriamente di cadere di schianto a terra, addormentata. Vogliamo parlare poi del "day-after"? La notte dei morti viventi era niente in confronto alla mia faccia, senza considerare il relativo rincoglionimento (che, a quanto pare, va a braccetto con occhiaie e borse sotto gli occhi)!
Ragion per cui sono giunta alla conclusione che vita sociale si, ma con moderazione... Non ho più 20 anni! Sigh! Ho avuto tanta nostalgia del mio bel divanone e questa settimana ho tutte le intenzione di rimettermi in pari prima di partire per le sospirate vacanze madrilene.
Nel frattempo ho preparato un primo piatto semplice e fresco ma insolito, anche se di notevole impatto visivo: il riso alla cantonese freddo.
E' semplicissimo, trasportabile e, con una accurata presentazione, ottimo da servire per una cena orientaleggiante!


RISO FREDDO alla CANTONESE


300 g riso Basmati o Thaibonnet
150 g trancio di prosciutto cotto
2 uova
150 g piselli surgelati
1 cipolla grande
latte
olio evo
curry
salsa di soia
sale, pepe

Cuocere il riso in acqua bollente salata per il tempo necessario (deve restare leggermente al dente), poi scolarlo e raffreddarlo velocemente sotto acqua corrente.
Affettare la cipolla a velo e farla soffriggere in una padella antiaderente con 2 cucchiai di olio evo e 5 di acqua. Quando la cipolla è morbida e il liquido si è asciugato quasi del tutto salare, pepare e irrorare con 5 cucchiai di salsa di soia. Lasciare insaporire per alcuni minuti a fuoco basso, poi trasferire la cipolla in una ciotola. A parte sbattere le uova con mezzo bicchierino di latte, mezzo cucchiaino di curry, sale e pepe. Cuocere le uova a fiamma bassa nella stessa padella della cipolla (senza aggiungere olio) strapazzandole bene con una frusta.
Lessare i piselli ancora surgelati in acqua bollente salata per una decina di minuti, poi scolarli e aggiungerli alla cipolla.
Tagliare il prosciutto a dadolini.
Riunire nella stessa ciotola riso, piselli, cipolla, prosciutto e uova strapazzate e mescolare per amalgamare tutti gli ingredienti. Irrorare eventualmente con un pò di salsa di soia (a me piace un sacco), poi far riposare in frigo per almeno un'ora prima di servire.
Per chi è pratico, un'idea "fashion" potrebbe essere proprio servire il riso in ciotoline con le bacchette, in perfetto stile chinese, come ho fatto io!
Buon appetito!


Riso freddo alla cantonese


Con questa ricetta partecipo al contest di Vaniglia, zenzero e cannella




Ed essendo anche un notevole piatto completo, anche al contest di Menta Piperita & Co.

venerdì 15 luglio 2011

Variazioni sul tema

Posso immaginare che i puristi della panzanella, storico piatto toscano, storceranno il naso di fronte a questo "abominio" ma ormai mi sento abbastanza sicura di me stessa da riuscire a sopportare eventuali critiche velenose!
In fondo ho solo cercato di fare di necessità virtù: per il mio pranzo da portare a lavoro non posso certo usare la cipolla fresca. Costringere gli innocenti colleghi pomeridiani a sopportare i miei miasmi cipollosi sarebbe una tremenda mancanza di rispetto. Sono cose che non si fanno! Così l'ho sostituita con un bel mazzetto di erba cipollina.
Oltre a ciò tollero male il cetriolo (per il quale comunque non impazzisco) che mi si ripropone per diverse ore dopo l'ingestione.
E allora che fare con quel pane raffermo (quasi secco per la verità) che staziona in cucina? Da che mondo è mondo, in casa mia, il pane raffermo viene usato per preparare la panzanella, in estate, e la pappa al pomodoro, in inverno. Due classiconi che mi hanno accompagnato fin dall'infanzia e che mi hanno sempre aiutato a scandire il trascorrere delle stagioni. Potevo io interrompere una così amata tradizione di famiglia? Non me la sono sentita, anche se ho apportato le sopracitate modifiche, perciò ecco la panzanella  di rosso vestita!
Fresca e digeribilissima è uno degli emblemi delle mie estati al mare e non.

Panzanella rossa


PANZANELLA ROSSA

Ingredienti:
Pane toscano raffermo (io circa 150 g)
12 pomodorini maturi
6 pomodori secchi sott'olio
3 filetti di acciughe sott'olio
capperi sotto sale
olive nere denocciolate
erba cipollina fresca
origano fresco
aceto di vino bianco
olio evo
sale, pepe

Tenere il pane in ammollo in acqua per alcune ore o comunque finchè strizzandolo non si spappola. Preparare il condimento lavando e tagliando i pomodorini in 4 spicchi. Tritare i filetti di acciuga, l'erba cipollina e l'origano. Lavare i capperi in modo da eliminare il sale in eccesso. Tagliare le olive a rondelle e i pomodorini secchi a pezzi. Strizzare bene il pane e metterlo in una ciotola con tutti gli altri ingredienti. Condire con olio evo, poco sale, pepe nero e una spruzzata di aceto. Lasciar riposare in frigo per alcune ore (la cosa migliore è prepararla la sera per il pranzo del giorno successivo in modo che il pane si impregni del condimento) e servire fredda.
Le dosi dipendono dal quantitativo di pane e di ingredienti che si hanno a disposizione oltre che dai dai gusti personali.
La sostituzione della cipolla con l'erba cipollina è veramente ottima: viene mantenuto il gusto senza conseguenze per le relazioni sociali! Inoltre il condimento è molto piu appetitoso...Credo che non mi (si, solo "mi" dato che il maschio alfa si rifiuta di assaggiare entrambe le versioni) preparerò piu la tradizionale perchè questa versione mi è piaciuta troppo!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Atmosfera Italiana
ho scelto in abbinamento a questo piatto la birra artigianale DUCA D’O prodotta da un piccolo birrificio d’eccellenza



Al fresco contest dedicato ai piatti estivi di vaniglia, zenzero e cannella 



E anche al contest di Menta piperita & Co. dal titolo L'estate e servita


Con questa ricetta partecipo al contest di Pan di Ramerino sulle ricette tipiche toscane!

mercoledì 13 luglio 2011

Dolcetto o scherzetto?

Halloween non c'entra niente, sia ben chiaro, ma perchè limitarsi al 31 ottobre e al 1 aprile per fare scherzi?
E' cosa nota a chiunque che noi toscani siamo dei buontemponi, sempre inclini allo scherzo e ad una sana e sonora risata. In questo senso in casa nostra siamo proprio dei toscani DOP, tanto che a volte penso che potremmo scrivere la sceneggiatura di una sit-com con tutto quello che ci combiniamo a vicenda (io e il maschio alfa naturalmente): dal plumcake con zucchine occultate agli agguati quando si esce dal bagno!
Uno degli ultimi scherzi che mi ha combinato il Simpaticone è stato messo in atto al mio ritorno da Barcellona. Oggetto dello scherzo, il pacco-premio del contest di Cucina etnica. Dato che erano 2 giorni che anelavo di aprirlo, la prima cosa che ho chiesto rientrando in casa è stato proprio tale pacchetto. Con tutta la nonchalance di cui è capace mi ha consegnato una grossa scatola di cartone senza scritte, nè timbri di alcun tipo. Io, per niente insospettita, ho aperto con foga la scatola lanciando in aria i giornali appallottolati che conteneva fino a che... No! Non è possibile! All'interno della scatola trovo un mini portatile touch-screen!!! Mi dico che ci deve essere un errore: forse è solo la scatola del computer, dentro troverò qualcos'altro. E invece no! Dentro c'è proprio il computer! Inizio a scartarlo, ancora incredula, con il Simpaticone alle spalle che mi dice con aria convinta "Certo che dovresti partecipare più spesso a questi concorsi di cucina!".
Solo quando lo tiro fuori dalla scatola il suddetto Simpaticone, con un gran sorriso, mi dice "Stai attenta con quell'affare che domani devo portarlo a un cliente!" .... Silenzio... Scroscio di risa fino alle lacrime. Eh si, perchè il Simpaticone, essendo programmatore, ha a che fare ogni giorno con pc e altri oggetti-iper-tecnologici e, complice la solitudine e la derivante noia, ha pensato bene di farmi prendere un colpo facendomi credere di aver vinto un pc! Poi però mi ha consegnato il vero pacco-premio e mi sono sentita molto più sollevata!

Sempre in tema di scherzi: sono riuscita ad organizzare un aperitivo tra amici in uno dei giorni più caldi dell'anno e, fra gli altri stuzzichini, ho proposto dei muffin...salati!
Ammetto che l'astuzia non è mai stata una mia dote, però con l'accensione del forno a luglio ho superato me stessa: entrando in casa si aveva l'impressione di varcare la soglia dell'inferno!
La ricetta l'ho copiata spudoratamente da Debora apportando alcune piccolissime modifiche secondo il mio personale gusto. Per renderli ancora più insoliti li ho cotti nello stampo per muffin a forma di rose (facente parte, per l'appunto del pacco premio). Il Simpaticone, che ormai diffida di qualunque cosa non abbia forma e ingredienti riconoscibili, si è avvicinato guardingo sperando in ragguagli veritieri. Non devo essere stata molto convincente perchè non ne ha assaggiato nemmeno uno prima che lo facessero altri! Malfidato!
Certo che anche un'amica ha avuto dei problemi con questi muffin: credeva fossero finti tanto sono carini! Poi però ha scoperto pure che sono davvero buonissimi; soffici e saporiti: uno tira l'altro!

Muffin alla feta e erbe aromatiche
Non sono carinissimi?

MUFFIN alla FETA e ERBE AROMATICHE

Ingredienti (per 12 muffin):
3 uova
200 g farina manitoba
100 ml olio evo
100 ml latte
1 bustina lievito
200 g feta
erbe aromatiche fresche (basilico, origano, erba cipollina, mentuccia)
10 pomodorini secchi sott'olio
1 cucchiaio di semi di papavero
sale, pepe

Sbattere con una frusta a mano le uova con sale e pepe nero fino a che non sono leggermente montate (occorrono alcuni minuti). Aggiungere lentamente il latte e l'olio, continuando a mescolare. Miscelare il lievito con la farina e aggiungere poco a poco al composto di uova, magari setacciando per evitare la formazione di grumi. Tritare i pomodorini con le erbe aromatiche e tagliare a dadini piuttosto piccoli la feta.
Aggiungere all'impasto i pomodorini, le erbe aromatiche, la feta e i semi di papavero e amalgamare bene il tutto. L'impasto deve risultare molto morbido.
Riempire gli stampini (i miei in silicone, perciò non ho dovuto imburrarli preventivamente) per 2/3 con il composto ottenuto e infornare a 180°C per 30 minuti. Scappare immediatamente sul terrazzo alla ricerca di refrigerio fino al momento di sfornare!

N.B. Rispetto alla ricetta originale ho eliminato il parmigiano (avevo paura coprisse il sapore della feta, che comunque e un formaggio bello saporito) e ho aggiunto i pomodorini secchi per una nota di colore in più. E poi l'abbinamento feta-pomodori è un classico! Ho usato anche meno olio: mi sono regolata a occhio in base alla consistenza dell'impasto ed è andata benissimo.
Buon appetito!

“ho scelto in abbinamento a questo piatto la birra artigianale MARGOT prodotta da un piccolo birrificio d’eccellenza”



Con questa ricetta partecipo alla raccolta de Il giardino dei sapori e dei colori dal titolo "Feta - scopriamola assieme"

venerdì 8 luglio 2011

Cena per lui

Ogni tanto, anche se non sempre, cerco di compiacere l'ometto di casa preparando qualcosa che gli faccia luccicare gli occhi. Ecco, questo è uno di quei giorni.
Oddio, non è che si lamenti quando trova la cena pronta, poveretto, però si vede che mentre guarda le distese di insalata che solitamente gli preparo, sopra la sua testa si materializza la fantomatica nuvoletta di pensieri con salsicce e costolette...manco fosse Homer Simpson!
Stavolta invece ho visto come gli si è illuminato il viso rientrando a casa da lavoro
"Ma questo profumino....viene da casa nostra???"
"Eh si, sono stata io....."
E' bello contribuire alla felicità di una persona cara e a volte basta veramente poco: in questo caso, una spalla d'agnello arrosto!

Non amo molto la carne d'agnello (in effetti questo pezzo stazionava nel congelatore dal periodo pasquale): carne piuttosto grassa con un sapore troppo forte per i miei gusti ma che il mio Homer adora. Si presentava quindi la sfida di riuscire a rendere l'agnello non solo edibile, ma anche gradevole, per la sottoscritta. E allora via con la sperimentazione! Certo che forse con tanti aromi....Rosmarino? Troppo classico. Aglio? Qualcosa che lasci la bocca pulita...Limone! E poi? Basta? Qualcosa di verde ci vuole....
Ce l'ho fatta! Abbiamo finalmente una buona ricetta per l'agnello!

AGNELLO con ALLORO e LIMONE

Ingredienti:
600 g spalla di agnello
1 limone
3 foglie alloro
3 spicchi aglio
insaporitore Oris
100 ml vino bianco
olio evo
sale, pepe

Massaggiare la spalla d'agnello con sale, pepe, aglio tritato e l'insaporitore in modo che gli aromi aderiscano bene alla carne e penetrino bene al suo interno. Praticare delle piccole incisioni nella carne e riempirle con gli aromi e le foglie di alloro spezzettate. Tagliare il limone a fettine sottili e adagiarne la metà in una teglia da forno leggermente unta con un cucchiaio di olio evo. Posare la spalla di agnello sulle fette di limone e ricoprirla con le restanti fettine. Irrorare con un filo d'olio evo e con il vino bianco. Coprire con un foglio di alluminio e far cuocere in forno caldo (180° C) per circa un'ora. Trascorso questo tempo togliere l'alluminio e alzare la temperatura del forno al massimo per 15 minuti: in questo modo il fondo di cottura si restringe, la carne assume un bel colorito ambrato e forma una deliziosa crosticina croccante. Lasciar riposare fuori dal forno per 5 minuti e servire la spalla accompagnata da una fresca insalatina verde e dal limone.

Agnello arrosto con alloro e limone

venerdì 1 luglio 2011

Io ci provo!

Questo è il periodo dell'anno che preferisco, senza ombra di dubbio. Il caldo torrido mi piace, anche se significa ritrovarsi zuppi di sudore solo per essere andati a gettare la spazzatura!
La luce fortissima, quasi bianca, il canto delle cicale, il silenzio surreale che avvolge le strade subito dopo pranzo la domenica pomeriggio e io, che osservo tutto questo, sorridente e con un mini-ventilatore puntato sulla faccia!
Uno degli aspetti positivi di queste giornate caldissime è che l'appetito tende a diminuire...almeno così mi viene detto dalla maggior parte delle persone. Sarà. Fatto sta che quando scatta l'ora del pranzo o della cena, estate, inverno o primavera che sia, io affilo i miei coltelli e vado alla ricerca di cibo. Ok, non è che mi lancio sulla pasta al ragù con 40 gradi all'ombra (il letargo da digestione e` letale!), ma tra questo e dire che non ho fame ne passa di differenza! Non a caso sono alla perenne ricerca di piatti freschi.
Con questo intento mi sono messa a spulciare il blog di Arabafelice dato che lei di caldo torrido se ne intende! :-)
In questo modo ho scoperto innanzitutto questa bella zuppa fredda, nutriente e originale, perfetta per l'estate; poi il giveaway di Arabafelice. E in cosa consiste il giveaway? Beh, in pratica si può partecipare all'estrazione di 3 termometri da cucina e di 3 cannelli da pasticcere semplicemente replicando una delle ricette presenti nel suo blog! Due piccioni con una fava: tanto questa vellutata dai colori dell'estate l'avrei provata comunque! E poi mi piacerebbe tanto vincere il temometro da cucina!!! Chissà che non venga baciata dalla dea bendata...



VELLUTATA di MAIS e GAMBERI, senza cottura

Ingredienti (per 2 persone):
300 g mais in scatola sgocciolato
100 ml latte
125 ml yoghurt bianco naturale magro
il succo di un limone
200 g gamberetti surgelati
prezzemolo tritato
3 pomodori piccadilly
1 spicchio aglio
un cucchiaio olio evo
sale, pepe

Lessare i gamberetti in acqua bollente per alcuni minuti, poi saltarli (sempre per pochi minuti) in una padella con l'olio e lo spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato. Eliminare l'aglio e tenere da parte i gamberetti.
Frullare nel mixer il mais, il latte, lo yoghurt, il succo di limone e un pizzico di sale fino ad ottenere una crema.
Mescolare alla crema ottenuta il prezzemolo tritato e i gamberetti: io ho abbondato con il prezzemolo che, secondo me, ci sta benissimo.
Lasciar raffreddare la vellutata in frigo fino al momento di servire, accompagnata da una dadolata di pomodori.
Buon appetito!

Vellutata di mais e gambereti, senza cottura