venerdì 28 ottobre 2011

Una qualunque sera di tanti anni fa

E' ufficialmente arrivato l'autunno. Le giornate si accorciano, il vento sferza le pareti di casa e io me ne sto accovacciata sul divano con il mio plaid preferito e una tisana calda, mentre i ricordi affiorano come le castagne bollite. E' il crepuscolo e l'ora di cena si avvicina: sento il bisogno di calore, di qualcosa di rassicurante, caldo, che sappia di casa. Mi torna in mente quando ero una bambina e ancora abitavo nel vecchio appartamento coi miei genitori. La zona cucina era separata dalla sala da pranzo da una grande tenda a righe bianche e azzurre (terribile!), immancabilmente aperta. Io aspettavo la cena seduta al tavolo rotondo di legno nero, guardando la televisione, mentre mia mamma cucinava. Dal secondo piano dove ci trovavamo si vedeva il tramonto, il lento declinare del sole dietro i tetti delle case: l'aria si faceva fredda e scura e i contorni diventavano meno netti, talvolta completamente avvolti dalla bruma. Era bello stare rintanati al calduccio, con i profumi e i vapori della cucina ad appannare la vecchia porta-finestra. Succedeva che mio babbo tornasse più tardi da lavoro, quando era già buio e io stavo mangiando o avevo già finito, e non ci fosse niente di pronto. Lui non si lasciava scoraggiare (neppure adesso!) e nemmeno si accontentava di qualcosa di pronto, perciò si rimboccava le maniche e si metteva ai fornelli. Uno dei piatti che preparava più frequentemente era il macinato con le cipolle al vino: molto saporito e in 15 minuti al massimo era pronto! L'ideale per una sera fredda e umida. Mentre spignattava, il profumo celestiale di cipolla soffritta e del vino che sfumava riempivano la casa e le mie narici, facendomi ardentemente desiderare di assaggiare quella delizia. Solo che non potevo: ero troppo piccola e la "ricetta" prevedeva del vino!
Adesso sono piu grandicella e il mio rapporto con gli alcolici è diventato legale, per fortuna!
Mentre ripensavo a quel fumante piatto di succulento macinato le mie gambe si sono dirette in cucina e le mie mani hanno iniziato a muoversi per preparare un ricordo. Qualche deviazione dall'originale è sempre inevitabile e guarda caso c'era in frigo una bottiglia di birra da terminare... Vuoi vedere che è buono anche se lo faccio stufare con la birra? Lo è! Davvero!


MACINATO e CIPOLLE alla BIRRA


Ingredienti (per 2/3 persone):
350/400 g macinato di manzo
40 g pancetta tesa
2 cipolle rosse
2 filetti acciughe sott'olio
1 spicchio aglio
300 ml birra chiara
triplo concentrato di pomodoro
rosmarino
olio evo
sale, pepe nero

Affettare a velo le cipolle, tritare l'aglio e tagliare a dadini la pancetta. Far soffriggere tutto insieme in un tegame con olio evo, i filetti di acciuga e 4 rametti di rosmarino spezzettati. Quando le cipolle sono diventate trasparenti aggiungere anche il macinato e rosolare bene la carne. Sfumare con la birra a fuoco vivace, salare, pepare e aggiungere 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro. Dopo aver mescolato bene abbassare il fuoco e  lasciar cuocere finchè il fondo di cottura non si è ritirato e si è formato un invitante sughetto (occorrono 10-15 minuti). Servire subito accompagnando con tanto pane.

Macinato e cipolle alla birra

Con questa ricetta partecipo al contest "I migliori anni della nostra vita" della Cucina di Vale

mercoledì 26 ottobre 2011

Il bastone e la carota

Ogni tanto, ma solo ogni tanto, mi piace compiacere il mio maschio alfa, perché è bello fargli sapere (a modo mio, s'intende) che ci tengo a lui. L'importante è non esagerare: questi maschi sono gia abbastanza viziati!!! In questo caso la machiavellica filosofia del bastone e della carota viene in mio soccorso, anche se nello specifico sarebbe più giusto parlare di "filosofia della zucchina e del fungo"! Allora ecco che cerco di propinargli le zucchine camuffate, i capperi frullati o l'ananas mimetizzato (quante bastonate...povera creatura!) alternandole con quei piatti che per lui sono autentiche leccornie (anche se non sempre contengono carote!). In questo modo le coccole diventano speciali e ancora piu gradite!
Così, quando il sabato mattina siamo andati  a fare la spesa insieme, da brava coppietta, e ho visto gli champignon giganti ho pensato bene di farglieli notare: mi ha guardato con quel luccichio negli occhi e uno sguardo implorante che diceva "ti prego, prendiamoli, così li prepari ripieni". Ho sorriso e gli ho detto di prenderne quanti voleva (cioè quasi tutti quelli rimasti nella cassetta!).
Perchè se è vero che l'uomo si prende "anche" per la gola, è sicuro che le sottili arti femminili passano anche per la cucina!
Questi funghi ripieni li preparo da tanti anni ma credo che l'unico ad averli gustati sia stato proprio lui, il maschio alfa: ne è talmente ghiotto da sfiorare l'ingordigia, oltre al fatto che non sempre si trovano gli champignon delle giuste dimensioni! "Perchè le dimensioni contano", come dicevano in Godzilla!

FUNGHI RIPIENI al FORNO

Ingredienti:
7 grossi funghi Champignon
1 mozzarella
70 g prosciutto cotto in una sola fetta
1 spicchio aglio
prezzemolo
pangrattato
olio evo
noce moscata
sale, pepe, nero

Pulire i funghi eliminando la parte finale del gambo, terrosa, poi lavarli sotto acqua corrente. Staccare delicatamente i gambi dalle cappelle e tagliarli a dadini. In una padella fare soffriggere lo spicchio di aglio sbucciato e schiacciato con 2 cucchiai di olio evo, poi aggiungere i gambi dei funghi tagliuzzati e fare cuocere un paio di minuti a fuoco vivace. Aggiungere anche il prosciutto cotto precedentemente tritato in maniera grossolana. Salare, pepare e continuare la cottura alcuni minuti fino a che il liquido rilasciato dai funghi non si sarà asciugato. Prima di spengere il fuoco aggiungere qualche foglia di prezzemolo tritato e un pizzico di noce moscata. Tritare la mozzarella e aggiungerla ai funghi quando ormai sono quasi freddi e amalgamare bene tutti gli ingredienti. Con il composto ottenuto riempire le cappelle dei funghi. Cospargere i funghi con del pangrattato mescolato con poco sale e pepe, poi sistemarli in una teglia e irrorarli con un filo di olio evo.



Infornare a 180° C per circa 20 minuti (il pangrattato deve formare una sorta di crosticina). Servire caldi. Per un buffet sono molto carini in versione finger food: io ho usato i mini vassoi di Atmosfera Italiana anche se eravamo solo in due. Non si può sempre mangiare dal tegame di cottura come dei trogloditi: ogni tanto facciamo finta di darci un tono!


Funghi ripieni al forno

Con questa ricetta partecipo al contest del Giardino degli aromi

giovedì 20 ottobre 2011

Sola come un ovetto

Per una serie di congiunzioni astrali la settimana scorsa mi è capitato di essere a casa per pranzo. Ovviamente il maschio alfa era a lavoro, quindi si è presentata  l'opportunità (e la necessità) di cucinare qualcosa di "frivolo" che il carnivoro sicuramente non avrebbe apprezzato. La prima cosa che mi è venuta in mente sono state le uova al tegamino. Aaaahhhh!!!! Uno dei miei piatti preferiti. Adoro le uova in tutte le sue forme: all'occhio di bue, sode, alla coque, in camicia, al pomodoro, come frittata. Pur non avendo origini britanniche, spesso mia mamma mi preparava anche a colazione (anche se non siamo di origini britanniche!). Quando ero poco più di una bambina fui ricoverata quasi 2 settimane per alcuni accertamenti: il rancio ospedaliero non è quanto di più appetibile si possa immaginare (specialmente per i bambini) ma mentre gli altri bambini anelavano biscotti, gelati e dolcetti io desideravo ardentemente un paio di uova al tegamino!!!
Fatto sta che ormai la mia voglia di uova si era scatenata e dovevo placarla in qualche modo (possibilmente succulento).  Ho aperto il frigo, certa di averne una scorta consistente del contadino di fiducia, e... 1! Solo un povero, solitario ovetto: l'uomo di casa se ne era scofanate non so quante la sera precedente...maledizione! Ho frugato ancora un po' nel frigo e sono emersi una serie "ultimi articoli" che avrebbero degnamente fatto compagnia al piccolo uovo: una zucchina, un cipollotto, mezzo peperone. E se avessi cotto tutto al forno? Così avrei sporcato solo una terrina. Detto, fatto: uovo al forno con verdure. Che posso dire? Non capisco come non mi fosse mai venuto in mente di cuocere l'uovo al forno ma sicuramente è una cottura che ripeterò! In pochi minuti l'albume si cuoce perfettamente e il tuorlo resta morbido e cremoso che quando si spacca la pellicola superficiale ne esce una crema meravigliosamente arancione da recuperare con una quantità scandalosa di pane! Le verdure così colorate fanno da degno contraltare e mi ricordano la bella estate appena trascorsa benchè siano calde e morbide, come si addice ad una giornata di autunno.

UOVO al FORNO con VERDURINE ESTIVE


Ingredienti (monoporzione):
1 uovo (fresco)
1 zucchina
1 cipollotto bianco
1/2 peperone rosso
1 spicchio aglio
olio evo
sale, pepe nero

Lavare le verdure e tagliarle a dadini abbastanza piccoli. Sbucciare l'aglio e schiacciarlo. Mettere le verdure e l'aglio in una pirofilina monoporzione da forno. Irrorare con un filo di olio evo e un cucchiaio di acqua, salare e infornare a 180° C per circa un quarto d'ora. Quando le verdure sono quasi cotte togliere la pirofila dal forno, eliminare lo spicchio di aglio e rompere l'uovo sopra le verdure. Salare e pepare l'uovo, poi rimettere la pirofila in forno per altri 5 minuti o comunque il tempo necessario a far rapprendere completamente l'albume. Sfornare e servire caldo accompagnando con del buon pane fresco.
Buon appetito!


Uovo al forno con verdurine estive


Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara

lunedì 17 ottobre 2011

Routine

Ogni mattina mi alzo dal letto e, ancora con gli occhi abbottonati, vado in cucina e scaldo una tazza d'acqua al microonde per prepararmi un thè. Mi vesto, faccio colazione, mi trucco ed esco per andare a lavoro: uno stile di vita comune a tante altre persone...niente di speciale. Dopo lunghe code in autostrada finalmente giungo a lavoro già con i capelli dritti dal nervoso e inizia una lunga mattinata che può oscillare dal noioso all'isterico passando per l'indaffarato. In ogni caso, succeda quel che succeda, prima o poi giunge l'ora di pranzo ed è lì, proprio lì, a quel tavolo nel largo corridoio del dipartimento di chimica organica, che riesco a recuperare un po' di energia e un po' di ottimismo. Lì, dove alle 13.00 in punto ci ritroviamo io e altri sventurati amici/colleghi per consumare insieme un pasto frugale (non sempre così frugale! :-P): perchè in fondo, anche una scatoletta di tonno diventa più buona se mangiata in compagnia! Certo, non sempre si assiste a siffatte tristi pietanze, anzi! Ormai i cosiddetti "aficionados del ciotolo" sono diventati bravissimi a far diventare da asporto qualsiasi cosa: dagli arrosti agli spezzatini, dalle pastasciutte alle zuppe perfino! Altro che insalatine e affettati! Il giorno più ricco e senz'altro il lunedì, quando nonostante il generale scoramento di inizio settimana, ci consoliamo con gli avanzi della domenica e tante chiacchere. In effetti la scorsa domenica nel preparare il pranzo ho pensato a qualcosa che potesse avanzare e che potessi agilmente trasportare il lunedì a lavoro.
Il risultato è stato un tortino di riso alla ricotta molto delicato abbinato ad una piccantissima e saporitissima salsa di cipolle. Il contrasto è netto e...sublime: ho fatto bene a seguire il consiglio di un'amica secondo cui la 'nduja si sposa perfettamente con la ricotta! Beate origini calabresi! La 'nduja che ho usato proviene direttamente da questa regione, grazie ad un collega del maschio alfa che ogni anno, di ritorno dalle vacanze calabresi, ce ne riporta una intera come graditissimo obolo... Grazie Roberto!

Tortino di riso alla ricotta con cipolle piccanti


TORTINO di RISO e RICOTTA con CIPOLLE PICCANTI


Ingredienti (per 4 persone):
circa 250 g riso (per me varietà ribe)
100 g ricotta
2 cucchiai parmigiano grattugiato
2 uova
latte
1 grossa cipolla
'nduja
concentrato di pomodoro
prezzemolo
olio evo
sale
burro

Affettare la cipolla e farla soffriggere in una casseruola con 2 cucchiai di olio evo e poca acqua. Quando è diventata trasparente salare e aggiungere 2 grosse fette di 'nduja spezzettate (poi la quantità dipende da quanto piccante si vuole la salsa). Lasciare andare a fuoco medio e dopo alcuni minuti aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Cuocere ancora fino a che le cipolle non sono morbidissime (circa 20 minuti). Lessare il riso in acqua bollente salata e scolarlo quando è ancora leggermente al dente. Mescolarlo con la ricotta, il parmigiano, circa 15 foglie di prezzemolo tritate (per dare una nota fresca al piatto) e le uova sbattute con circa 50 ml di latte.
Imburrare una teglia da forno in vetro e mettere metà del composto di riso sul fondo, livellandolo bene. Versare la salsa di cipolle e 'nduja in modo uniforme, poi coprire con il restante riso. Compattare e livellare il composto ancora una volta e infornare per 25 minuti a 180° C. Guarnire con qualche fogliolina di prezzemolo e servire sia caldo che freddo, tagliato a quadrotti. Può essere anche mangiato "a mano", senza posate e con il semplice ausilio di un tovagliolino! Fantastico!
Buon appetito!





Con questa ricetta partecipo al contest di Imma per le "ricette da asporto"!

giovedì 13 ottobre 2011

Questa è davvero l'ultima!

Oggi voglio raccontare una storiella. Nel lontano 2007 io e il maschio alfa, per il nostro consueto viaggetto estivo, ci siamo recati in Irlanda, terra dai verdi intensissimi e dal cielo perennemente grigio plumbeo. Nonostante fosse fine luglio le temperature non erano delle più miti, almeno per noi freddolosi italiani, e io mi aggiravo per questa terra molto umida armata di felpa e piumino. Le ricette tipiche del luogo ben si adattano al clima nordeuropeo, proponendo calde patate ripiene e zuppe, nonchè stufati di vario tipo. Al termine di una gita organizzata alla splendida Kylemore Abbey ci fermammo al self service locale per rifocillarci. Con mio sommo stupore il maschio alfa ordinò una zuppa di cavolfiore ("Mangia i cavoli????"), probabilmente ignaro di cosa significasse "cauliflower" e uno stufato di manzo. A tavola spiegai cosa stava mangiando con gusto ma lui non si scompose: i cavoli gli piacciono. Il problema vero si presentò con quello che doveva essere un innocuo spezzatino: il maschio alfa si accorse che tra gli ingredienti c'era l'uvetta, che lui non può proprio soffrire. Partì una caccia all'uvetta che terminò solo quando ogni acino fu diligentemente ammucchiato sul tovagliolino. Bene, a quel punto pensavo di poter pranzare tranquillamente almeno fino a che lui non mi disse che le patate avevano un sapore strano, benchè continuasse a mangiarle con gusto. Allungai l'occhio sul suo piatto e immerse nella salsa di pomodoro notai queste strane patate dall'aspetto fibroso....aspetta un attimo...no, non può essere.... il maschio alfa stava mangiando...ANANAS!!! Solo che non lo riconosceva (e come poteva non avendolo mai assaggiato?)! Dopo l'iniziale sbalordimento, da consumata attrice quale evidentemente sono, feci spallucce e mi tappai la bocca fino a che tale pietanza non fu terminata, al che domandai:
"Caro, ti è piaciuto lo spezzatino?"
"A parte l'uvetta, si, era buono"
"Che bravo...ma lo sai che quelle strane patate erano pezzi di ananas?"
Silenzio, stupore e occhiatacce nella mia direzione. Ma d'altronde mica gliel'avevo detto io di prendere lo stufato!
Nonostante avesse avuto la riprova che l'ananas è commestibile e non provoca né morte immediata, né lesioni di alcun tipo a lungo termine, la mia cena ananassosa è stata completamente snobbata dal maschio alfa. Per l'ultima volta: PEGGIO PER LUI!!!!

TARTELLETTE con GORGONZOLA e CHUTNEY di ANANAS


Ingredienti per il chutney:
mezzo ananas
4 spicchi aglio (col senno di poi ne bastano 2 secondo i miei gusti)
40 g zenzero fresco (si può tranquillamente raddoppiare, sempre secondo me)
100 g zucchero
200 ml aceto rosso (forse sarebbe stato meglio quello bianco ma non lo avevo)
1 stecca cannella
1 foglia alloro
1/4 cucchiaino noce moscata in polvere
sale grosso

Pulire l'ananas dalla buccia e dalla parte centrale dura. Ricavarne la polpa, tritarla bene e cospargerla con sale grosso. Lasciare riposare un'ora, poi scolare e lavare la polpa con un po' di aceto. Tritare l'aglio e lo zenzero. In una casseruola far scaldare l'aceto con lo zucchero, la cannella, l'alloro e la noce moscata fino all'ebollizione. Unire l'ananas, l'aglio e lo zenzero e far cuocere mescolando a fuoco medio fino a che non si forma una specie di salsa densa (circa mezz'ora nel mio caso). Eliminare la foglia di alloro e invasare in un vasetto pulito quando è ancora caldo e consumare dopo almeno una settimana.


Ingredienti (per 2 tartellette grandi):
1 rotolo di pasta brisee
150 g gorgonzola dolce
100 g mascarpone
1 uovo
chutney di ananas
latte

Dividere la pasta brisee in 2 parti e foderare due piccole teglie da forno. Spalmare il mascarpone sul fondo della brisee (serve per stemperare un pò il sapore forte del gorgonzola) e distribuire sopra il gorgonzola tagliato a dadini. Distribuire anche un paio di cucchiaiate abbondanti di chutney per ogni tartelletta. Sbattere l'uovo con alcuni cucchiai di latte e distribuire sulle tartellette. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 25 minuti (controllare la doratura della pasta brisee). Sono buone anche fredde!
Buon appetito!


Tartellette con gorgonzola e chutney di ananas

Con questa ricetta partecipo al contest di Zenzero e caffè



 alla raccolta di Una pasticciona in cucina


e anche al contest di Lianina!

lunedì 10 ottobre 2011

Ananas-mania

Ci risiamo: questa è l'ultima ricetta postabile della ananas-mania che mi ha colpito in questo periodo. Prometto che poi cercherò di disintossicarmi e di porre fine a questa dipendenza! Anzi, no! Ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che l'ananas fa benissimo ad un sacco di cose. Ricordo che da piccola mia mamma diceva sempre che mangiare ananas faceva bene perchè "brucia i grassi". A prescindere dal fatto che piuttosto di un carretto di ananas a me servirebbe un lanciafiamme per bruciare i miei grassi...
In ogni caso, facendo  una piccola ricerca sul web (cosa non facilissima dato il momentaneo oscuramento di Wikipedia), ho scoperto che l'ananas fa veramente bene all'organismo in quanto è diuretico (poichè composto principalmente di acqua, come tutta la frutta), rimineralizzante (ricco di vitamine e sali minerali, in particolar modo di potassio, tanto caro agli sportivi per la prevenzione di crampi muscolari) e addirittura antiinffiamatorio. Questa ultima proprietà è legata in particolar modo alla presenza di bromelina, una peptidasi, cioè una sostanza in grado di scindere le proteine assunte con l'alimentazione e facilitarne quindi la digestione. Questa miracolosa sostanza, agendo come antiinfiammatorio, limita la ritenzione idrica e quindi, udite udite, la cellulite!!! Oltre a ciò accelera il metabolismo e la presenza di fibre limita l'assunzione di zuccheri e grassi nel tratto intestinale. Ecco perchè si dice che l'ananas fa digerire: ancora una volta la saggezza popolare era avanti rispetto alle scoperte scientifiche del caso!
Tutto questo alla modica cifra di 40 calorie per 100 g di frutto: vuoi vedere che a maggio inizio una dieta a base di ananas per arrivare in forma alla prova costume???
Intanto ecco l'ultima ricetta anche se non l'ho completamente inventata io: ho cercato sul web e su vari giornali di cucina. Alla fine ho fatto un pò di collage e ne è venuto fuori un piatto (anzi, un mini-piatto!) molto particolare: non avrei mai immaginato che il miele esaltasse in modo così delizioso il sapore della carne e l'abbinamento all'ananas e all'aceto balsamico è veramente sorprendente, o forse è solo che non sono abituata ad abbinare la frutta con la carne!


Mini-spiedini di maiale lonza glassata e ananas

MINI-SPIEDINI di LONZA GLASSATA  e ANANAS

Ingredienti:
300 g spezzatino di maiale
ananas fresco
2 cucchiaini miele
aceto balsamico
semi di sesamo
cous cous prescotto
zafferano
olio evo
sale, pepe nero

In un tegame scaldare un cucchiaio di olio evo e rosolare bene lo spezzatino di maiale su tutti i lati. Salare, pepare e aggiungere il miele. Far cuocere un minuto a fuoco vivace in modo che il fondo di cottura si addensi leggermente,  poi sfumare con 3 cucchiai di aceto balsamico e spengere il fuoco. Tagliare l'ananas a bocconcini e creare i mini spiedini con gli stuzzicadenti, infilzando un pezzetto di carne e uno di ananas. Disporre gli spiedini su una teglia da forno e cospargere con semi di sesamo. Grigliare in forno a 180°C per 10 minuti. Nel frattempo cuocere il cous cous per 5 minuti in acqua bollente salata addizionata di un cucchiaio di olio evo e una bustina di zafferano, poi sgranarlo coi rebbi di una forchetta.
Ho servito il tutto nei piattini da finger food di Atmosfera Italiana irrorando ancora con alcune gocce di aceto balsamico.
La foto non rende molto giustizia ma erano davvero carini e so che dall'aspetto avrebbero fatto gola anche al maschio di casa... se non avesse saputo che c'era l'ananas!
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Zenzero e caffè!



e alla simpatica raccolta di Tè e briciole

venerdì 7 ottobre 2011

Le follie della Jeggy

Ho scoperto di non essere brava a scegliere l'ananas: sarà che non sono pratica, visto che non ne avevo mai preso uno intero. Certo è che il "prescelto" dopo apparentemente attente palpatine, si è rivelato una mezza ciofeca, nel senso che, quando ho tagliato il ciuffo mettendo a nudo la parte superiore della polpa, ho visto che i bordi erano di un ben poco invitante colore marroncino... non doveva essere in questo modo... Possibile abbia scelto l'unico ananas pienamente maturo, al limite dell'inizio della putrefazione? Non ci posso credere...eppure ero davvero convinta di aver scelto con criterio!
Conseguenze dirette: complice questo enorme ananas da terminare a breve e non paga dell'esperimento del post precedente, mi sono dedicata alla realizzazione di una intera cena a base di ananas. Come è facile immaginare il maschio alfa non si avvicina a qualcosa che contiene ananas nemmeno con i guanti (e questo non perchè sia allergico, ma perchè anche l'ananas  fa parte della categoria "alimenti sgraditi"... che uomo difficile!) e io avevo paura di non essere molto obbiettiva nel giudicare le mie prodezze culinarie. La naturale soluzione è stata quella di invitare un pò di amici a cena come assaggiatori ufficiali. Quasi quasi volevo preparare anche le palette coi voti, in perfetto stile olimpionico, poi però non ho voluto esagerare e ho desistito! Nel caso avessi creato degli abomini in cucina avevo comunque pronto il piatto di riserva!
Mi sono organizzata per una specie di informale buffet, quindi non c'erano delle portate ben definite, piuttosto stuzzichini, antipasti e finger food (non solo a base di ananas...giusto per non lasciare digiuno il padrone di casa). Ho pensato che il sapore dolce dell'ananas potesse sposarsi bene anche con formaggi molto saporiti, oltre che con il maiale perciò il menu "ananassoso" che gli impavidi amici assaggiatori hanno gustato era così composto:
- carpaccio di prosciutto arrosto, ananas grigliato e rucola (molto apprezzato dalla critica)
- tartellette al gorgonzola e chutney di ananas (incredibilmente appetitose anche se non mi hanno convinto a pieno: da variare le proporzioni gorgonzola-chutney e anche la ricetta del chutney)
- mini-spiedini di lonza glassata e ananas (mi hanno decisamente sorpreso!)
- mini-croissant con caprino e ananas (saporiti ma delicati)

Mini-croissant con caprino e ananas

MINI-CROISSANT con CAPRINO e ANANAS

Ingredienti (per 8 croissant):
1 disco di pasta sfoglia circolare
2 caprini
2 fette sottili di ananas fresco
1 uovo
sale, pepe nero

Lavorare a crema i caprini con un pizzico di sale e una macinata di pepe nero. Stendere la pasta sfoglia e tagliarla in 8 spicchi uguali.
Distribuire equamente la crema di caprino alla base dello spicchio di pasta sfoglia. Tagliare le fette di ananas in 4 pezzi ciascuna e adagiare ogni pezzettino sopra il caprino. Arrotolare su se stessa la sfoglia partendo dal lato su cui è stato spalmato il caprino e dare la tipica forma a cornetto (far aderire bene i bordi allo strato di pasta sottostante altrimenti si rischia la fuoriuscita del ripieno in cottura).
Spalmare la superficie dei croissant con l'uovo sbattuto e infornare a 180° C per 30 minuti circa (devono essere gonfi e dorati). In questo caso il sapore dell'ananas non e quello predominante ma ben stempera e addolcisce quello piu deciso del caprino dando vita ad un riuscitissimo connubio.
Tra l'altro sono semplicissimi da fare e sono buoni sia caldi che freddi.
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo ovviamente al contest di Zenzero e caffè



e alla raccolta di Una pasticciona in cucina

lunedì 3 ottobre 2011

La sfida

Tutto è iniziato un paio di settimane fa, quando ho scoperto questo contest. Ho pensato che fosse insolito, originale e anche una grande sfida per me, che non sono una sfegatata amante dell'ananas, per di più in versione salata. Non mi lascio facilmente impressionare dalla difficoltà di un'impresa, perciò dovevo assolutamente cimentarmi in qualcosa di commestibile, salato e a base di ananas! Non è stato facile, ma pensa che ti ripensa mi sono ricordata di un ristorante che spesso è stato sede di pranzi di famiglia, di compleanno, Natale, Pasqua, Carnevale... Ecco, proprio in questo ristorante c'è stato un periodo in cui il prosciutto di maiale arrosto veniva servito accompagnato da fette di ananas. Bingo!
Così, dopo una frettolosa spesa infrasettimanale, in una sera solitaria, abbandonata (momentaneamente, ovvio) dal mio uomo a favore di un pallone da calcio, mi sono messa all'opera e mi sono preparata questa cena-esperimento.
Piatto velocissimo da preparare che ho comunque trovato ben bilanciato nei sapori: il dolce dell'ananas, il grasso del prosciutto e l'amaro della rucola si amalgamano bene e il risultato è più che gradevole. Ottimo per una cena veloce ma sfiziosa, ma anche come antipasto delle grandi occasioni per la particolarità degli abbinamenti.

CARPACCIO di PROSCIUTTO ARROSTO e ANANAS GRIGLIATO

Ingredienti:
Prosciutto arrosto a fette spesse
Ananas fresco
rucola
olio evo
sale, pepe nero

Sbucciare l'ananas e tagliarlo a fette molto sottili, avendo cura di eliminare la parte centrale dura. Scaldare bene una padella antiaderente e far grigliare le fette di ananas un minuto per ogni lato. Nel piatto di portata alternare fette di prosciutto e di ananas grigliato e condire conun filo di olio evo e qualche granello di sale. Guarnire con rucola condita con sale, olio e pepe nero appena macinato e servire.
Le dosi non mi sono sembrate necessarie!
Buon appetito!


Carpaccio di prosciutto arrosto e ananas grigliato

Con questa ricetta partecipo al contest di Zenzero e caffè

sabato 1 ottobre 2011

Indovina, indovinello...



...Cosa potrà mai esserci dentro questo cartoccio bello?
Pessima rima ma tutto sommato mica sono Dante!
Da un pò di tempo mi sono dedicata con ostinata continuità alla cottura al cartoccio: mi piace, che posso farci? A prescindere dal notevole lato scenografico (presentarsi a tavola con questi fagottini fa sempre un certo effetto), la cosa che preferisco è la possibilità di eliminare quasi totalmente condimenti che alzano il conteggio delle calorie. E poi quella concentrazione di profumi che si sprigionano al momento dell'apertura del cartoccio è assolutamente paradisiaca!
Sono molto orgogliosa della ricetta che posto oggi, nata per caso, in un momento di svago mentale (Si...io mi svago pensando a cosa preparare per cena): cottura del pesce inusuale e per la prima volta ho usato lo zenzero fresco!
Non era la prima volta che lo assaggiavo: in qualche ristorante orientale ho avuto a che fare con quello che credevo fosse zenzero marinato, ma non mi aveva convinto molto. Da lì la mia reticenza al suo utilizzo. Poi, una settimana fa, la svolta: non si può temere una radichetta bitorzoluta! E allora ecco che un pezzo di questa aromatica radice è finita dritta dritta nel mio carrello della spesa allo scopo di dare un tocco in più a una ricetta che avevo già provato ma che non mi aveva pienamente soddisfatta. Beh...questa misera radice ci è riuscita alla grande e ci è pure piaciuta un sacco: il maschio alfa trangugiava riso e salmone (per lui razione doppia ovviamente: sia mai che patisca la fame) in religioso silenzio ma con la voracità di un lupo!
Insomma l'uso dello zenzero è ufficialmente sdoganato!

 CARTOCCI di SALMONE e RISO INTEGRALE al LIMONE e ZENZERO

Ingredienti (per 4 persone):
Trancio di salmone (circa 1 kg) 
250 g riso integrale
1 limone
30 g zenzero fresco
brandy
olio evo
sale, pepe nero

Lessare il riso in acqua bollente salata lasciandolo leggermente al dente. Nel frattempo spellare il salmone e eliminare la lisca centrale: si ottengono 4 bei  filetti. Sbucciare lo zenzero e tagliarlo a lamelle con una mandolina; con un rigalimoni ricavare la scorza del limone e tenere tutto da parte. Spremere il limone e mettere il succo in un tegame antiaderente insieme ad un cucchiaio di olio evo. Far prendere il bollore a fuoco vivace e scottare i filetti di salmone nel succo di limone caldo (basta circa un minuto per ogni lato). Sfumare con un bicchierino di brandy, poi salare e pepare leggermente i filetti verso fine cottura. Togliere il pesce e tenerlo in caldo. Nel fondo di cottura del salmone aggiungere le scorze di limone, lo zenzero e un altro bicchierino di brandy: scaldare e versarvi il riso lessato al dente. Lasciare insaporire alcuni minuti, poi comporre 4 cartocci (usando carta da forno) distribuendo sul fondo in parti uguali il riso al limone e zenzero e poi sopra un filetto di salmone. Chiudere i cartocci con spago da cucina e infornare a 200° C per 15 minuti. Servire caldi.
Buon appetito!

Cartocci di salmone e riso integrale al limone e zenzero


Con questa ricetta partecipo al contest di Sweet and salty corner per la sezione "salato".